| L'H.E.W.O. in Etiopia |
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L’H.E.W.O. IN ETIOPIA LA FRATERNITA’ VIA ALLO SVILUPPO
Fin dagli anni ’70 l’H.E.W.O. in Etiopia ha combattuto contro l’efficientismo, il paternalismo e l’assistenzialismo: l’efficientismo fa crescere l’istituzione a spese delle persone, il paternalismo assoggetta, l’assistenzialismo gratifica i ... benefattori e umilia gli assistiti creando dipendenza. L’obiettivo di ogni progetto HEWO di volontariato puro è stato sempre il rispetto e la crescita globale delle persone e lo sviluppo sociale, conseguito con il metodo comunitario fondato sulla pari dignità e sulla parità dei diritti umani. Questo, in Eritrea, allora Regione dell’Etiopia, consentì il passaggio dei malati di lebbra e di altri poveri emarginati dal deserto alla città, a Massaua prima e, poi, a Mai Habar e ad Asmara. Oggi, in Etiopia, il progetto HEWO continua a favorire il recupero della dignità umana ai diseredati e ai “dimenticati” del Tigray e dell’Oromia. Scegliere di vivere insieme con i “dimenticati” e con gli “umiliati” e stare dalla loro parte; essere solidali con i problemi degli altri, vigilanti sui diritti umani, rispettosi delle diversità attraverso l’accoglienza, la cura, la condivisione di ciò che realmente si è e di ciò che realmente si ha: è la via della fraternità vera che porta allo sviluppo. I risultati sono oggi sotto gli occhi di tutti.
“CASA DEI DIRITTI DEI BAMBINI” A GARBO’-WOLISSO. Uno di questi risultati è stato celebrato domenica 14 giugno 2009 nel Villaggio, fino a pochi anni fa da tutti ignorato, di GARBO’-WOLISSO nel Sud Est dell’Etiopia a circa 150 Km. dalla capitale Addis Abeba dove l’HEWO ha inaugurato la “CASA DEI DIRITTI DEI BAMBINI <P.LUDOVICO DA CASORIA>”. La cerimonia, presieduta dal Presidente della Repubblica democratica federale dell’Etiopia, Sua Ecc. Ghirma Woldegiorgis, ha registrato un successo notevole. Hanno partecipato attivamente all’inaugurazione anche Ministri e alte autorità federali e regionali, amici volontari dell’HEWO arrivati appositamente dall’Italia in rappresentanza di quanti, con la loro testimonianza di amore-condiviso, hanno permesso la realizzazione dell’Opera. L’affluenza del popolo, il più direttamente interessato, è stata massiccia. Insieme con la “Casa dei diritti dei bambini” sono stati inaugurati anche un laboratorio per la lavorazione e la conservazione dei prodotti agricoli del Centro HEWO e un alloggio per gli operatori comunitari, mentre nel settore sanitario è stato dato il via alla costruzione della sala parto, dell’ambulatorio e di un laboratorio di analisi e alla ristrutturazione dei locali esistenti per adibirli all’accoglienza di pazienti che hanno bisogno di cure e assistenza di urgenza. Il significato profondo della manifestazione non è stato quello di inaugurare dei locali e di avviare qualche nuova iniziativa. Si è voluto iniziare un nuovo cammino di sviluppo e dare maggiore impulso e vigore ai progetti già esistenti nei tre settori di vita: educativo, sanitario agricolo.
LA FRATERNITA’ GIOCATA SUL CAMPO. A Garbò il nuovo percorso vede coinvolti e vuole vedere sempre più consapevolmente coinvolti popolazione, operatori, volontari, direzione dei programmi e prende forza dalla spirito di fraternità. Una fraternità non solo parlata e annunciata, ma giocata sul campo giorno dopo giorno e che, perciò, si esprime come amore condiviso e gratuito in realtà concrete di vita, in conformità alla universalità del messaggio evangelico e allo spirito di Francesco d’Assisi cui fa riferimento l’HEWO. Certo, un programma così impegnativo non è scontato, esso si scontra con la difficoltà di armonizzare espressioni di personalità e volontà differenti, interessi e sensibilità non solo diverse, ma anche contrastanti, individualismi che fanno capolino tra il raggiungimento del bene comune. P. Ludovico da Casoria, frate francescano napoletano di notevole spessore sociale e di santità calata nella storia, amante degli africani e dell’Africa, nutriva un sogno: “l’Africa convertirà l’Africa”. L’intuizione antesignana del frate napoletano da noi parafrasata “L’AFRICA CAMBIERA’ L’AFRICA”, sta rivelandosi progetto di vita della popolazione del villaggio etiopico di GARBO’. Nel Sud-Est dell’Etiopia, con la dinamica della fraternità, attraverso chiari processi educativi e formativi molto attenti al rispetto e alla crescita della cultura e dei costumi locali e con la partecipazione responsabile della popolazione, “GARBO’ STA CAMBIANDO GARBO’ “.
CELEBRAZIONE DELLA VITA A QUIHA’-MEKELE. Come a GARBO-WOLISSO anche a QUIHA’-MEKELLE ( Nord-Etiopia) nel Centro HEWO la fraternità è vissuta nel vivo delle relazioni umane con i poveri e sottonutriti, adulti e bambini, malati di lebbra, di TBC, di HIV-AIDS, di altre patologie gravi. L’HEWO, attraverso la via della fraternità, è stata fino ad oggi e continuerà ad essere un cammino di crescita per il popolo e il luogo della celebrazione della vita. L’approccio alla problematica delle persone è globale, pertanto i servizi sono multiformi in risposta alla molteplicità dei problemi che affliggono coloro che bussano alla “Casa della Fraternità” dell’HEWO con fiducia e con speranza. L’Etiopia è attraversata da una pesante crisi socio-economica e alimentare, sostenuta da una infelice applicazione della legge sul libero mercato, aggravata dalla scarsità delle piogge che stanno mettendo in ginocchio la popolazione soprattutto di alcune aree già per se stesse depresse. L’inflazione galoppa, Il costo della vita registra impennate mai conosciute prima, specialmente la fascia sociale dei poveri vive sotto la minaccia reale della fame oltre a quella della siccità e della carestia. E con la fame si fanno più minacciose le malattie, soprattutto quelle infettive e quelle da carenze nutrizionali. Si pensava di non vedere più bambini scheletriti per fame o con l’addome rigonfio per sottonutrizione o malnutrizione. Invece al reparto di pediatria dell’HEWO a Quiha’ arrivano bambini incartapecoriti che fanno venire il tremore alle gambe. Con i bambini affetti da patologie correlate alla fame e alla malnutrizione, al reparto di pediatria vengono accolti oggi bambini colpiti pure da altre gravi patologie: HIV-AIDS, TBC, lebbra, dissenterie batteriche, parassitosi intestinale, broncopolmoniti, gravi infezioni della pelle e dei tessuti sottocutanei, disturbi muscolo-scheletrici, otiti, infezioni oculari complicate, infezioni del tratto urinario. E al reparto adulti ogni giorno è una processione di malati poveri in cerca di accoglienza, di medicine, di cure. Poi ci sono i problemi dell’educazione dei bambini, del lavoro, dell’urgenza di scavare un nuovo pozzo, della necessità di uno sviluppo agricolo che garantisca risorse alimentari di base. Per ognuno di questi problemi bisogna cercare e attuare sollecitamente soluzioni adeguate. LOTTA CONTROCORRENTE. Questi sono segni evidenti di uno squilibrio sociale di ampio spettro. Sono espressioni di una disuguaglianza alimentata dallo spreco, dal consumismo, dalla corsa al profitto a qualunque costo di molti, dalla difesa di assurdi privilegi economici, sociali e politici dei furbi. E’ un processo degenerativo che, stranamente, a volte viene alimentato pure da operazioni sociali, soprattutto di organismi provenienti da altre nazioni, etichettate come “umanitarie” ma che, in effetti, nascondono giochi o politici o affaristici sulla pelle dei “poveri assistiti”. E allora? Non si può assistere indifferenti. Ciò che colpisce una persona colpisce tutti. La povertà di alcuni è l’impoverimento di tutti. La disparità nel campo dei diritti umani fondamentali è un delitto. Alcuni giustificano tali situazioni dicendo: “ Oggi il mondo è dei furbi e nulla si può fare”. Non è vero. Si può e si deve attivare un processo di solidarietà pulito, onesto, un cammino di fraternità vera e autentica. Certo, bisogna nuotare contro corrente. L’HEWO, in Etiopia come in Eritrea con i suoi progetti di fraternità, lotta contro corrente senza finanziamenti istituzionali di nessun tipo e di nessun genere perché crede nell’impegno lavorativo e nel coinvolgimento diretto delle persone interessate ai progetti e nella solidarietà libera e generosa dei fratelli. La fraternità genera libertà, i finanziamenti istituzionali sono sempre interessati, esigono contropartite e creano dipendenza.
SVILUPPO DEL PROGETTO SOCIO-EDUCATIVO. A Quihà, nonostante la crisi siocio-economica-alimentare, si mantengono attivi i servizi sanitari per adulti e bambini con la condivisione reale dei gruppi HEWO costituitisi in Italia e con la collaborazione temporanea e occasionale pure di volontari italiani, chirurghi, dentisti, radiologi e biologi e si stanno potenziando i progetti socio-educativi e quello nutrizionale. Nell’ambito di questi settori sono in fase di crescita il lavoro agricolo dei campi, l’allevamento delle mucche e delle galline per garantire latte e uova ai bambini e ai malati, l’apicoltura, il laboratorio di maglieria per la formazione dei giovani e per una piccola fonte di autofinanziamento, il “Centro dei diritti dei bambini <Gregorio Donato>“. Quest’ultimo, con l’inizio del prossimo anno di attività, vedrà raddoppiato il numero dei bambini che saranno accolti per un totale minimo di 160. Infatti, gli amici volontari italiani del “ Forum infanzia” hanno sponsorizzato l’ampliamento logistico del “Centro”.L’avvio non sarà facile né semplice. Al momento, mancano i mezzi finanziari per l’arredamento e per il reclutamento dello staff professionalmente preparato. Tuttavia siamo certi che anche per questo progetto non mancheranno testimonianze libere di fraterna condivisione. |
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