| Odontoiatri Italiani a Quiha-Mekele |
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Nell’estate del 2005 il medico odontoiatra del trentino, Dr. GIANLORENZO MOSNA, di passaggio per l’Etiopia, sostò per una visita di cortesia e di conoscenza presso la sede dell’HEWO a Quihà-Mekele in Tigray. Il contatto diretto con la realtà della popolazione locale e con la Comunità HEWO toccò profondamente la sua sensibilità umana e professionale. Preso atto che uno dei problemi emergenti era la totale carenza di un servizio di odontoiatria e la mancanza di una benché minima infrastruttura del settore, decise di donare, in maniera assolutamente gratuita, un “RIUNITO” perfettamente funzionante, completo di tutti gli accessori. Detto fatto.
Con la collaborazione degi amici dell’Associazione “HEWO-MODENA” che curarono il trasporto fino a Quihà si istituì nell’ospedale HEWO di QUIHA’, in un apposito locale, il servizio di odontoiatria che fu inaugurato dal Presidente della Repubblica federale dell’Etiopia, Sua Ecc. Ghirma Woldegiorgis e avviato dallo stesso Dr. Gianlorenzo Mosna nel marzo del 2006 sempre con spirito di puro e libero volontariato. Da allora si sono succeduti medici volontari odontoiatri italiani, tra cui i Dr. Diego La Vecchia, Nicola Lombardo, Karel Decaesstecker, Luca Marconi offrendo a centinaia di pazienti un servizio di alta qualità e al personale sanitario locale la possibilità di “training” nel settore della odontoiatria. Recentemente sono rientrati in Italia proprio dall’HEWO-QUIHA il medico odontoiatra romano Dr. Paolo De Angelis e l’odontotecnico Alessando Maracci, autentici volontari a pieno titolo, come tutti gli altri.Ecco quanto ha scritto il Dr. De Angelis appena ritornato a Roma. VOLONTARIATO AUTENTICO. “Con questa breve relazione desidero mettervi al corrente di quanto si è potuto realizzare a Quiha. L’odontotecnico sig. Ramacci ed io siamo stati presso l’Ospedale HEWO dal 06.08.2009 al 31.08.2009, per un periodo di 20 giorni di lavoro effettivo.Pur con umiltà si è voluto affrontare la missione seguendo una filosofia di intervento, e relativo metodo di lavoro, maturato nel corso di precedenti destinazioni. Quindi non si è inteso proporsi come specialisti del settore, ma si è inteso intervenire sul territorio più che semplicemente sugli individui. Data l’assenza di dentisti, di igienisti dentali, di odontotecnici, disponibili ad un intervento di sensibilizzazione alla igiene e prevenzione che certo rientra negli obiettivi dell’HEWO, ci si è posti nell’ottica di proporre un intervento che risultasse, esso stesso, didattico e divulgativo. L’orientamento è stato, allora, puntare su: estrazioni, ablazioni del tartaro e applicazioni di protesi (elementari ma di grosso effetto estetico ). Ciò al fine di comunicare la necessità di attenzione e premura per la “pulizia e cura di sé” ed il rispetto di priorità sostanziali nell’approccio ai servizi sanitari. A questo proposito ho portato con me strumentario adatto, leve dritte che, in aggiunta alle (senz’altro) poche presenti, hanno dato una maggiore autonomia di lavoro. Si è anche gestito il lavoro del personale indigeno per sterilizzare lo strumentario ad orari precisi, realizzando una continua disponibilità di attrezzatura.In questo modo ho potuto visitare anche sessanta – settantacinqe persone al giorno ed arrivare a fare fino a quaranta estrazioni nell’arco della giornata. La signora Azmerà Assefaw è stata ammirevole nel ruolo di coordinatrice dell’afflusso dei pazienti in studio. La giovane “Raya” ( Leteberhan Addish) bravissima nell’imparare e gestire le pulizia e sterilizzazione degli strumenti.E Tekle Destà, infermiere chirurgico, eccellente nell’assistenza alla poltrona e, soprattutto, nell’apprendere velocemente e con zelo ad effettuare medicazioni ed ablazioni di tartaro. Ci piace sottolineare che sarebbe un elemento più che adatto all’apprendimento universitario dell’odontoiatria. Da ultimo segnalo che, su richiesta delle locali autorità, è stata ospitata una universitaria per il tirocinio pratico in odontoiatria, la giovane Aregoyni. Bilancio finale: 902 pazienti accolti; 472 estrazioni; 65 ablazioni; 19 protesi parziali ( poi si è rotta la cinghia dell’unico attrezzo indispensabile ). In questa breve relazione devo ricordare la generosa accoglienza e collaborazione di tutto il personale e la sensazione di essere partecipi di un progetto in continua evoluzione.Grazie al sostegno di molti, ma soprattutto grazie all’amorevole, fraterna, incondizionata presenza degli operatori, si può avvertire nell’Ospedale HEWO il clima, l’atmosfera di una famiglia dove il benessere di tutti passa per il benessere di ogni singolo individuo, sia esso bambino alle soglie della vita, sia un vecchio che si accinge all’esperienza di una successiva esistenza. Grazie ancora, anche a nome di Alessandro Ramaci ed arrivederci alla prossima volta …… dato che NON vi molleremo. PAOLO DE ANGELIS.
Carissimi Paolo ed Alessandro, è la Comunità HEWO che “non vi mollerà”.L’esperienza diretta ci dice che non è più una comune realtà il volontariato, genuino, puro e libero che paga di persona e che si coinvolge e si compromette in progetti di autentico servizio di fraternità. Voi, insieme con gli altri operatori volontari che sono rimasti fedeli allo spirito e al metodo dell’HEWO, siete una rarità che cercheremo di conservare gelosamente. Del volontariato come il vostro e come quello degli altri fedelissimi operatori hanno bisogno gli ultimi fin troppo umiliati dalla dimenticanza o dalla strumentalizzazione. Perciò è la Comunità HEWO di Quihà-Mekele a dire a voi GRAZIE ! |
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