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mercoledì 08 settembre 2010
 
 
Cresce la violenza della dittatura contro il popolo eritreo indifeso PDF Stampa E-mail

CRESCE LA VIOLENZA DELLA DITTATURA CONTRO

 IL POPOLO ERITREO INDIFESO

 

 

Pubblicato il  26 gennaio 2010 da:                             Associazione di Solidarietà per la Giustizia e la Democrazia in Eritrea 

In questi giorni, mentre il mondo intero e l’opinione pubblica seguono con grande apprensione e preoccupazione la tragedia che ha colpito la popolazione di Haiti, le autorità libiche, in combutta con il rappresentante del regime eritreo a Tripoli, stanno compiendo contro i profughi eritrei gravi violenze umane, abusi e torture accompagnate da pesanti minacce di una loro deportazione verso l’Eritrea.

Notizie provenienti direttamente dalla Libia, ci informano che la situazione  dei circa 700 rifugiati eritrei detenuti nelle carceri libiche, tra i quali risultano anche donne e bambini, in questi ultimi giorni, si sono decisamente aggravate. In particolare, in seguito alla decisione presa da parte del governo libico di dare accesso ad esponenti dell’ambasciata eritrea dentro alcune di queste carceri, la minaccia della deportazione coatta dei profughi eritrei verso l’Eritrea si è fatta avanti.

Difatti, le autorità libiche hanno imposto, con l’uso della forza, ai detenuti eritrei che si trovano nelle carceri di Surman, Zawiyah e Garabulli, la compilazione di un modulo prodotto dall’ambasciata eritrea e l’identificazione fotografica. A coloro che si sono rifiutati di compilare tale modulo, la polizia libica oltre avergli tolto i pochi alimenti che venivano a loro dati, ha iniziato a torturarli pesantemente, usando perfino scariche elettriche.
Questa grave azione intrapresa da parte delle autorità libiche, ha suscitato allarme e ferma condanna degli eritrei residenti all’estero. Un’azione di rimpatrio forzato di questi profughi verso l’Eritrea, oltre a mettere  in serio pericolo la loro sorte, apre le porte a nuove torture e condanne. Occorre ricordare  che sono tuttora fresche nella memoria del popolo eritreo  le brutalità che hanno subito i profughi eritrei deportati da Malta nel 2002, dalla Libia nel 2004 ed infine dall’Egitto nel 2008, che una volta scaricati all’aeroporto di Asmara, sono stati direttamente accompagnati dentro i lager del regime ed i loro familiari perseguiti.

 

Le deportazioni ed i recenti respingimenti verso la Libia, intrapresi da parte del governo italiano, in realtà non fanno altro che aggravare le condizioni disperate di molti rifugiati eritrei, costretti a scappare dal proprio paese, a causa di una spietata dittatura e condizione di vita inumana.

Per questo, la nostra associazione:
denuncia al mondo intero queste azioni disumane attuate contro i rifugiati eritrei in Libia e condanna fermamente l’azione delle autorità libiche;
• chiede l’intervento immediato dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Profughi (UNHCR) a protezione dei rifugiati eritrei attualmente detenuti in Libia;
• chiede l’intervento della Comunità Internazionale perché vengano sospese le deportazioni;
• fa appello alle forze politiche Italiane, alle associazioni umanitarie, alle organizzazioni del lavoro e al popolo italiano ad unirsi alla nostra voce di denuncia ed intraprendere azioni concrete in difesa e per la protezione dei rifugiati eritrei in Libia.

Associazione di Solidarietà  per la Giustizia e la Democrazia in Eritrea (A.S.G.D.E.)
Via F. Casati, 7/9 - 20123 Milano, Italia - E-mail Address: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

 
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